Impatto ambientale

Il fumo ha anche un forte impatto ambientale, basti pensare all’agente più cancerogeno contenuto nel fumo di sigaretta, il polonio 210.

Il Po-210 si trova anche nel fumo passivo perché parte di esso si diffonde nell'ambiente circostante durante la combustione del tabacco, inquinando cosi l’aria e ponendo a rischio bambini, animali e coetanei che respirano quella stessa aria.

Il fumo passivo è stato considerato e classificato dal OMS carcinogeno di tipo A nel 1992 e di particolare importanza risulta sempre di più il fumo di “terza mano”, cioè quel fumo che si impregna nei mobili, nella macchine, nelle pareti di casa quando si fuma in ambienti chiusi. Impregnandosi di fumo i mobili sprigioneranno con il tempo sostanze cancerogene, particolarmente dannose per la salute dell’uomo.

Anche la porzione residua della sigaretta, detta cicca, rappresenta una seria minaccia per l’ambiente.

Buona parte delle sostanze chimiche prodotte dalla combustione del tabacco infatti, resta nelle cicche; di conseguenza, con 72 miliardi di sigarette consumate ogni anno in Italia, anche il piccolo mozzicone diventa un’importante fonte di inquinamento.

Da qui nasce l’esigenza di classificare le cicche come rifiuto pericoloso per l’ambiente e la necessità di provvedere ad una loro raccolta differenziata. Il tabagismo negli ultimi anni è stato infatti affrontato da molti punti di vista: effetti sulla salute, dipendenza, fumo passivo, pubblicità occulta, effetti sulla riproduzione e sulla fertilità, ma molto poco è stato fatto per la protezione dell’ambiente.