Le donne rischiano di più

Le donne sono più vulnerabili alle sostanze cancerogene del tabacco a causa di fattori genetici, metabolici ed ormonali.

Estrogeni e progesterone, ormoni prettamente femminili, stimolano la crescita delle cellule tumorali rendendo la malattia più aggressiva.

Il fumo provoca costrizione dei vasi sanguigni e dunque una minore irrorazione ed ossigenazione della pelle.

Si producono inoltre radicali liberi, ossia particelle che danneggiano le cellule cutanee.

La pelle del viso viene solcata da rughe profonde e assume un colorito spento (smoker face), mentre le dita e i denti ingialliscono. Il tumore del collo dell'utero può essere causato da un'infezione da HPV (papillomavirus umano). Le infezioni da HPV sono molto frequenti e, nella maggior parte dei casi, guariscono spontaneamente.

Ma nelle fumatrici le probabilità di guarigione spontanea si riducono e aumenta il rischio di sviluppare un tumore della cervice uterina.

Il fumo è un fattore di rischio anche per lo sviluppo dell'Osteoporosi, una malattia caratterizzata dalla riduzione della massa ossea e dalla distruzione del tessuto che compone le ossa.

Ad essa si associa una maggiore tendenza alle fratture. La nicotina restringe i vasi sanguigni attraverso i quali avviene il trasporto di sostanze nutritive alle ossa, e i radicali liberi accelerano la distruzione del tessuto osseo. Le fumatrici soffrono anche di ulteriori disturbi tipicamente femminili come quelli del ciclo mestruale.

Per un calo di estrogeni indotto dalle tossine del fumo rischiano una menopausa anticipata.