La sigaretta

Il fumo di tabacco è una miscela composta di una fase corpuscolare (5%) e una fase gassosa (95%).

La prima, senza acqua e nicotina, è costituita da catrame. Ci sono più di 4.000 composti, tra cui più di 60 agenti con prove sufficienti di evidenza di cancerogenicità negli animali da laboratorio e 11 cancerogeni per l'uomo secondo l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC).

Oltre ai carcinogeni noti, come gli idrocarburi policiclici aromatici, l'arsenico e il cromo, ne è stata rilevata un’altra: Il Polonio alfa-radioattivo 210 (Po-210), uno dei più potenti induttori tumorali del fumo di tabacco.

La fonte del Po-210 è rappresentata dai fertilizzanti fosfatici utilizzati massivamente nelle piantagioni di tabacco.

Con la combustione delle sigarette a 800 gradi il fumo il Po-210 diventa gas e raggiunge l’apparato broncopolmonare, fissandosi nei bronchi.

La nicotina è invece responsabile della dipendenza dal tabacco in quanto agisce sul sistema nervoso legandosi a recettori specifici, producendo sensazioni e reazioni paradossali di rilassamento e appagamento Proprio la percezione di questi effetti è una componente importante della dipendenza. L'altra componete è la gestualità. Il Tabagismo è l'unica forma di dipendenza in cui la persona si autosomministra la sostanza per 20, 30, 40 e più volte al giorno. 

Questo effetto è ulteriormente amplificato dall'associazione della sigaretta a comportamenti o situazioni particolari (pause, attese, al telefono, dopo un pasto, dopo il sesso e in situazioni di stress).